Contrariamente a quello che ogni tanto mi dicono le persone, non sono bravo con le parole. Perchè dentro ho sempre un gran "minestrone" di pensieri e sensazioni, e a parole proprio non ci riesco a spiegarlo. Mi riesce più facile dare sfogo ai pensieri attraverso foto, racconti, musica e parole ascoltate e captate nell'aria. L'altro giorno, per caso, mi sono imbattuto in questo ed ho pensato che era perfetto per raccontare una piccola parte di quel minestrone
http://www.youtube.com/watch?v=lqK-ZLNSf4w
che la barba sia con me
LA MIA NUOVA VITA CON I PELI SULLA FACCIA
martedì 6 aprile 2010
giovedì 11 febbraio 2010
venerdì 15 gennaio 2010
That's all folks!!
E' con un misto di gioia e di tristezza che mi accingo a scrivere la parola "fine" su questa meravigliosa avventura. Proverò ad essere breve, cosa che non mi è quasi mai riuscita nel corso del viaggio, ma non è facile...non lo è perchè se non è facile riassumere in poche righe intere giornate piene di emozioni, figuratevi come può essere complicato trovare parole adatte a riassumere quello che abbiamo vissuto nelle ultime 3 settimane...
Inizio con una confessione...ho iniziato a sognare un viaggio in Patagonia oltre 2 anni fa, ispirato dai racconti di un amico un pò più grande di me e da alcune letture. Chi mi conosce bene sa che quando mi appassiono a qualcosa, vivo questa passione visceralmente, dando tutto me stesso...così è stato per molti mesi, ho studiato, letto guide e libri, raccolto informazioni, risparmiato tanto, incontrato persone che la Patagonia l'avevano già vista. Quando la possibilità di partire si è concretizzata, la mia "ossessione" è cresciuta a dismisura, tanto che nelle settimane prima della partenza ha iniziato a serpeggiare in me il dubbio che, a causa delle esagerate aspettative, avrei potuto rimanere deluso dalla Patagonia vissuta...mi sbagliavo a temere...nonostante ritenessi di essere molto preparato e consapevole di quello che avrei visto, tutto è stato al di là di ogni possibile immaginazione. Chi viaggiava con me, soprattutto la Simo, può testimoniare quanto i miei occhi hanno sfavillato ogni giorno di gioia e di stupore...
La Patagonia, cilena o argentina che sia, è un giardino dell'eden sotto il dominio totale di Madre Natura e delle sue creature, animali e non. In questa terra l'uomo è un ospite, un corpo estraneo, una macchia...La Patagonia pare lasciarti passare per volontà propria, o sferzarti con i suoi terribili venti quando non ti desidera. A volte si scopre in tutta la sua spudorata bellezza, ricoprendosi di luce abbagliante, a volte si nasconde sotto un manto di nuvole per giorni e giorni. Noi l'abbiamo amata incondizionatamente dal primo giorno, forse per questo con noi è stata magnanima...
Prima della conclusione sento il bisogno di ringraziare un sacco di persone, assolutamente in ordine sparso: ringrazio la mia famiglia, papà, mamma e Fra, che sempre mi è stata vicina e sempre mi ha incoraggiato nonostante tutto (e noi sappiamo quanto il "tutto" sia tanto), gli zii Laura, Paolo e Alice per il tifo assiduo e sfegatato.
Ringrazio ENORMEMENTE i miei compagni di viaggio a partire ovviamente dalla Simo con la quale è stato grandioso condividere questo sogno, passando per la nostra camionista d'assalto Jessica, il meccanico/botanicoamicodellepiante/stremnato/tuttologo Luca, la svanitissima e splendida Vero, Matte e la sua nuova barba (chelabarbasiaconte amico!!), a Piero (o Fitz Gorret, Pampiero, Richard Pier, alPiero ecc...) per concludere con la grandissima rivelazione del viaggio, l'uomo con la più grande flemma del mondo e le uscite che segano le gambe, Antonio, un uomo uno smile...Tutti voi ragazzi avete reso il viaggio indimenticabile!
Ringrazio Emilio e Erio, della dinastia degli Arbizzi, per il supporto morale, umano, spirituale, e per aver sempre buttato braci ardenti nel fuoco dei miei sogni di terre lontane. Grazie a Marco, il mio meccanico, che ha regolato la mia moto come un orologio di precisione, permettendomi di arrivare alla fine del mondo in tutta serenità, e che ha avuto la pazienza e la voglia di insegnarmi qualche trucchetto del mestiere per cavarmela se ne avessi avuto bisogno. Grazie anche a Paolo Palù che mi ha concesso di cannibalizzare qualche ricambio dalla sua moto ferma in officina, fortunatamente non sono serviti!!
Grazie ai Patagonici 2008-2009, che con le loro gesta mi hanno ispirato, e che mi hanno sopportato per mesi dandomi consigli e raccontandomi le loro storie. Special thanks a Claudio "Tommygun" per il prestito della pettorina, ad Ale4zon, Sirjo, ClaCla, Andreas69 e Pennanera per i mille post-reply.
Grazie a Matte, compagno di migliaia di chilometri e amico vero, per le ore passate a parlare di Patagonia davanti ad un piatto di penne all'ubriaca...vedrai che prima di quanto credi riuscirai anche tu a vivere questo sogno, la fortuna prima o poi gira!!
Un gigantesco GRAZIE a Vins, amico da una vita che, oltre ad aver dato il nome al blog, ne è fondamentale ispiratore...a te amico devo molto.
Grazie a tutti coloro che hanno seguito il blog e il nostro viaggio...non mi sarei mai aspettato che avremmo avuto così tanti tifosi...è stato spettacolare e molto gratificante leggere i vostri commenti e pensieri, ha fatto sentire a tutti noi la vostra presenza anche se eravamo dall'altra parte del mondo...
Un grazie ribadito e ripetuto per due persone senza le quali tutto questo non sarebbe stato possibile: grazie ancora alla Simo e a Jessica per averci rimesso sull'aereo quando tutto sembrava perduto, senza il vostro coraggio non avremmo fatto tutto questo...grazie e ancora grazie, siete state grandi.
So che sicuramente dimentico qualcuno, non me ne vogliate...sono talmente tante le persone che mi hanno supportato (e sopportato) in questi mesi che è difficile essere abbastanza riconoscente con tutti...sappiate comunque che sono enormemente onorato di aver condiviso con voi l'inizio della parte avventurosa della "mia nuova vita con i peli sulla faccia"
Simone
Inizio con una confessione...ho iniziato a sognare un viaggio in Patagonia oltre 2 anni fa, ispirato dai racconti di un amico un pò più grande di me e da alcune letture. Chi mi conosce bene sa che quando mi appassiono a qualcosa, vivo questa passione visceralmente, dando tutto me stesso...così è stato per molti mesi, ho studiato, letto guide e libri, raccolto informazioni, risparmiato tanto, incontrato persone che la Patagonia l'avevano già vista. Quando la possibilità di partire si è concretizzata, la mia "ossessione" è cresciuta a dismisura, tanto che nelle settimane prima della partenza ha iniziato a serpeggiare in me il dubbio che, a causa delle esagerate aspettative, avrei potuto rimanere deluso dalla Patagonia vissuta...mi sbagliavo a temere...nonostante ritenessi di essere molto preparato e consapevole di quello che avrei visto, tutto è stato al di là di ogni possibile immaginazione. Chi viaggiava con me, soprattutto la Simo, può testimoniare quanto i miei occhi hanno sfavillato ogni giorno di gioia e di stupore...
La Patagonia, cilena o argentina che sia, è un giardino dell'eden sotto il dominio totale di Madre Natura e delle sue creature, animali e non. In questa terra l'uomo è un ospite, un corpo estraneo, una macchia...La Patagonia pare lasciarti passare per volontà propria, o sferzarti con i suoi terribili venti quando non ti desidera. A volte si scopre in tutta la sua spudorata bellezza, ricoprendosi di luce abbagliante, a volte si nasconde sotto un manto di nuvole per giorni e giorni. Noi l'abbiamo amata incondizionatamente dal primo giorno, forse per questo con noi è stata magnanima...
Prima della conclusione sento il bisogno di ringraziare un sacco di persone, assolutamente in ordine sparso: ringrazio la mia famiglia, papà, mamma e Fra, che sempre mi è stata vicina e sempre mi ha incoraggiato nonostante tutto (e noi sappiamo quanto il "tutto" sia tanto), gli zii Laura, Paolo e Alice per il tifo assiduo e sfegatato.
Ringrazio ENORMEMENTE i miei compagni di viaggio a partire ovviamente dalla Simo con la quale è stato grandioso condividere questo sogno, passando per la nostra camionista d'assalto Jessica, il meccanico/botanicoamicodellepiante/stremnato/tuttologo Luca, la svanitissima e splendida Vero, Matte e la sua nuova barba (chelabarbasiaconte amico!!), a Piero (o Fitz Gorret, Pampiero, Richard Pier, alPiero ecc...) per concludere con la grandissima rivelazione del viaggio, l'uomo con la più grande flemma del mondo e le uscite che segano le gambe, Antonio, un uomo uno smile...Tutti voi ragazzi avete reso il viaggio indimenticabile!
Ringrazio Emilio e Erio, della dinastia degli Arbizzi, per il supporto morale, umano, spirituale, e per aver sempre buttato braci ardenti nel fuoco dei miei sogni di terre lontane. Grazie a Marco, il mio meccanico, che ha regolato la mia moto come un orologio di precisione, permettendomi di arrivare alla fine del mondo in tutta serenità, e che ha avuto la pazienza e la voglia di insegnarmi qualche trucchetto del mestiere per cavarmela se ne avessi avuto bisogno. Grazie anche a Paolo Palù che mi ha concesso di cannibalizzare qualche ricambio dalla sua moto ferma in officina, fortunatamente non sono serviti!!
Grazie ai Patagonici 2008-2009, che con le loro gesta mi hanno ispirato, e che mi hanno sopportato per mesi dandomi consigli e raccontandomi le loro storie. Special thanks a Claudio "Tommygun" per il prestito della pettorina, ad Ale4zon, Sirjo, ClaCla, Andreas69 e Pennanera per i mille post-reply.
Grazie a Matte, compagno di migliaia di chilometri e amico vero, per le ore passate a parlare di Patagonia davanti ad un piatto di penne all'ubriaca...vedrai che prima di quanto credi riuscirai anche tu a vivere questo sogno, la fortuna prima o poi gira!!
Un gigantesco GRAZIE a Vins, amico da una vita che, oltre ad aver dato il nome al blog, ne è fondamentale ispiratore...a te amico devo molto.
Grazie a tutti coloro che hanno seguito il blog e il nostro viaggio...non mi sarei mai aspettato che avremmo avuto così tanti tifosi...è stato spettacolare e molto gratificante leggere i vostri commenti e pensieri, ha fatto sentire a tutti noi la vostra presenza anche se eravamo dall'altra parte del mondo...
Un grazie ribadito e ripetuto per due persone senza le quali tutto questo non sarebbe stato possibile: grazie ancora alla Simo e a Jessica per averci rimesso sull'aereo quando tutto sembrava perduto, senza il vostro coraggio non avremmo fatto tutto questo...grazie e ancora grazie, siete state grandi.
So che sicuramente dimentico qualcuno, non me ne vogliate...sono talmente tante le persone che mi hanno supportato (e sopportato) in questi mesi che è difficile essere abbastanza riconoscente con tutti...sappiate comunque che sono enormemente onorato di aver condiviso con voi l'inizio della parte avventurosa della "mia nuova vita con i peli sulla faccia"
Simone
giovedì 14 gennaio 2010
Il viaggio della speranza…
Nel momento in cui vi scrivo sono seduto con i miei concittadini (Luca, Vero, Simo(na), Jessica e Matte) in un bar dell’aeroporto di Madrid. Siamo in giro da lunedi mattina: da Ushuaia a Buenos Aires (dove abbiamo salutato Primiano che si ferma qualche giorno li), da Baires a Santiago (ballando come sul toule ondulèe della Ruta40...a Santiago abbiamo trascorso anche qualche ora da turisti riuscendo a passare almeno 15 volte dalla stessa piazza, colpiti dalla maledizione del teorema del quadrilatero di Porvenir, e bevendo un orrendo intruglio di vino e gelato chiamato "Terremoto" in un delizioso locale tipico), da Santiago a Madrid (volo splendido, abbiamo dormito 10 ore filate!!!) ed ora, dopo aver salutato con il magone Antonio e Piero, attendiamo di salpare alla volta di Bologna (nota integrativa delle ore 4.03...siamo arrivati a casa, dopo un ritardo alla partenza di oltre 2 ore!)
Teneteci d'occhio ancora per qualche giorno, mancano i saluti finali e un pò di foto…non vorrete lasciarci proprio ora eh!!
Teneteci d'occhio ancora per qualche giorno, mancano i saluti finali e un pò di foto…non vorrete lasciarci proprio ora eh!!
Non è ancora finita
Pur senza moto, ci aggrappiamo a questo viaggio con le unghie…stiamo troppo bene insieme e stiamo troppo bene fuori dal mondo per cedere alla tentazione di desiderare di rientrare nelle nostre vite quotidiane. C’è molto da camminare ma non tanto da raccontare di questa giornata: con un pullmino guidato da un local molto simile all’autista dello scuola bus dei simpson (e come lui ribattezzato Otto) ci rechiamo nel parco national Tierra del Fuego, lo stesso nel quale siamo entrati ieri per fare le foto a Bahia Lapataia, e dal pontile sul quale si trovano “l’ufficio postale” ed il suo pittoresco impiegato, imbocchiamo un lungo e panoramico sentiero che costeggia le baie del canale di Beagle (che prende il nome dalla nave sulla quale Darwin esplorò queste terre).
Tra foreste e spiagge di acqua verdissima, uccelli rapaci ed oche antartiche, abbiamo ancora la fortuna di poterci sentire su un altro pianeta…sappiamo che sono le ultime ore, ma cerchiamo in ogni modo di scacciare questo pensiero per non rovinare con la malinconia la luce calda che filtra dalle nuvole
Qui le foto:
http://picasaweb.google.it/simonevallieri/PatagoniaRaidUshuaiaGiorno2#
Tra foreste e spiagge di acqua verdissima, uccelli rapaci ed oche antartiche, abbiamo ancora la fortuna di poterci sentire su un altro pianeta…sappiamo che sono le ultime ore, ma cerchiamo in ogni modo di scacciare questo pensiero per non rovinare con la malinconia la luce calda che filtra dalle nuvole
Qui le foto:
http://picasaweb.google.it/simonevallieri/PatagoniaRaidUshuaiaGiorno2#
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