lunedì 2 settembre 2013

(guai) FINO ALLA FINE

Budapest, 6.40.
Ultima sveglia, ultimo impacchettamento dei bagagli, ultima vestizione di tuta stivali paraschiena sporchi di 4 settimane di polvere, fango, sudore, pioggia, insetti e schifezze varie.
Vogliamo partire presto e alle 7.30 siamo già seduti al tavolo della colazione. Una finalmente ricca e appetitosa colazione continentale! E un tostapane :-)
Alla sosta rifornimento subito fuori città la moto di Giacomo tossisce un paio di volte per ripartire, ma niente di strano...capita. Siamo d'accordo di fermarci tra un centinaio di chilometri per controllare il serraggio dei bulloni di ruota e pinza freno posteriori smontate ieri sera, operazione che svolgiamo in una piazzola di sosta in pochi minuti.
Dovendo percorrere oltre 900 km le pause oggi saranno ridotte al minimo, quindi poco cazzeggio e via...Andrea riparte, Giacomo no.
Armeggia con l'accensione, ma di nuovo il motorino d'avviamento gira a vuoto...Riprova una, due, cinque volte ma...niente. Ri-ri-ri-ri-dinuovo-ari-cazzo...non è possibile dai.
E' decisamente una presa in giro.
Ci guardiamo con occhi interrogativi e persi.
Niente, insistiamo ma niente.
Ormai in automatico afferro il telefono e chiamo Luca, che è in moto con Veronica e si ferma per darmi la sua attenzione.
Mi fa scollegare la batteria e resettare la centralina.
Niente.
Proviamo a prendere a calci il motorino d'avviamento.
(tentativo puerile e meramente di sfogo) Niente.
Guidato da Luca smonto una candela, che pare fare il suo lavoro.
Niente.
Smonto prima un iniettore, poi l'altro. Non esce benzina...
Mmmmmmhhhhh....
E' la pompa della benzina. Siamo nei guai, a meno che non sia il modulino elettronico che la comanda, del quale abbiamo il ricambio.
Mi consulto nuovamente con Luca che ci conferma che potrebbe essere li il problema. Nel frattempo è passata più di un'ora, e diverse telefonate. E Andrea che si era fermato qualche chilometro più avanti ha fatto il giro e ci ha raggiunti.
Smontiamo velocemente parte delle carenature della moto per arrivare alla pompa che sta sul lato sinistro sopra il serbatoio. In pochi minuti cambiamo il pezzo e preghiamo.
Chiave su ON.
Attendiamo che il check sia completo.
Vrrroommm...po po po po po...coff....coff...po po po po...la moto si accende (bene!) ma gira malissimo, sembra che vada solo uno dei due cilindri (merd....)
Mi viene un'idea, smonto di nuovo uno degli iniettori e vedo che non sputa benzina. Tentativo del dilettante della domenica...spruzzatina di WD40 (per chi non lo sapesse uno spray che risolve tutti i guai del mondo) e per colmo di fortuna l'iniettore resuscita!!
Rimonto tutto, di nuovo riavviamo e stavolta va una meraviglia!!!!
Grandiiii!! Ci scambiamo pacche sulle spalle soddisfatti per l'ennesima rogna risolta, anche se ci è costata 2 ore. Sono le 12.45, 750 chilometri da fare.
Che volano via, a furia di macinarli a 130 km/h fissi sulle autostrade magiare e slovene...grazie a Schengen neanche mi accorgo di essere entrato in Slovenia :-). Me lo ricorda Giacomo che fa segno di entrare al primo autogrill per acquistare il tagliandino del pedaggio.
E poi Italia! Gioie e dolori...Italia è casa, ma è anche una fauna di italiani che a migliaia intasano l'autostrada, di stronzi che fanno colonna per curiosare un banale incidente sull'altra corsia, di 2 volte stronzi che mentre procediamo a zig zag piano piano in mezzo a questa colonna sterzano per non farci passare come per dire "sto qua io, stai qua anche tu".
Sempre a 130 fissi maciniamo uscite autostradali a ritmo costante...ormai la voglia di rivedere la Simo mi sta spingendo come avessi il vento alle spalle, le ho detto che sono ancora in Slovenia quando in realtà sono a Vicenza perchè voglio farle una sorpresa e raggiungerla alla Festa dell'Umidità dove sta facendo un mercatino di vestiti usati.
Imboccata la Brennero dopo pochi chilometri in mezzo al traffico avvisto in lontananza altre moto. Più mi avvicino più mi sembrano famigliari...poi riconosco la giacca blu puffo di Paolo, l'R80 della Cri, Matte e la Mary, e infine davanti a tutti Luca e la Vero...i miei amici che non vedo da un mese sono li davanti a me per un magico scherzo del destino!!
Uno a uno li affianco tutti, in preda all'emozione per una sorpresa cosi assurda ci scambiamo gesti plateali...taglio bruscamente dentro ad una piazzola e tutti si fermano (tranne Andrea che probabilmente sorpreso dalla mia manovra abbastanza repentina tira dritto).
La Vero è la prima a saltarmi al collo senza nemmeno farmi scendere dalla moto, poi ricordo solo una folla di caschi e tute e abbracci e batticuore!! Fighissimo, emozionante...i successivi 40 km fino al casello di Carpi dove usciamo li ho fatti con il cuore in gola, guardando negli specchietti la moltitudine di fari di moto. Dopo un mese di moto incontrare per caso e motociclisti sconosciuti finalmente rombi di moto amiche :-)
I 5 minuti di chiacchiere al casello diventano un'ora, poi non ce la faccio più...devo andare, devo vedere mia moglie e Giacomo lo capisce dalla fretta con la quale voliamo tra Carpi, Correggio e la tangenziale di Reggio. 
10 minuti di sosta a casa per mollare i bagagli, abbracciare la mamma, e via di nuovo...per arrivare alle spalle della Simo e avere il premio che mi ha sostenuto in tutti i momenti di difficoltà, di stress, di fatica, quando non ne andava dritta una.
Un abbraccio che sa di casa, le sue braccia intorno al collo.
Ok...ora posso dire: ce l'abbiamo fatta.
E voglio subito il più grosso piatto di tortelli che questa festa dell'unità possa offrirci!! :-) 

2 commenti:

  1. Una degna conclusione di un viaggio (e di un racconto) davvero coinvolgente e.. quanto ti invidio.. ;) Grande Simone, a presto e complimenti!

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