giovedì 29 agosto 2013

COME VOLEVASI DIMOSTRARE

Kiev è stata la nostra casa in questi 2 giorni, e confesso che potevano esserci posti peggiori dove rimanere "bloccati".
Lasciata la moto in BMW abbiamo dedicato la giornata di ieri alla visita della città, benedetti da un sole piacevolmente caldo.
Il centro è decisamente bello...ampi viali, un gran numero di chiese ortodosse dalle cupole scintillanti d'oro, palazzi '7/'800eschi. E ovunque un mare di gente per strada, vita, movimento.
Oltre a benedire il Signore per tanta grazia femminile (una costante che ormai dura da Aktobe) e continuare a sgomitarci per richiamare l'attenzione su questa o su quella, ci godiamo una giornata da turisti qualsiasi passeggiando per ore con calma e tranquillità.
Attendiamo nel pomeriggio una chiamata della concessionaria che ci dia l'ok per andare a prendere la moto, e quando arriva ci prendiamo la solita doccia gelata. "sorry la moto sarà pronta domani mattina alle 11",
Ma porca eva, ma che ce ne vada dritta una no? Vabbè...le 11 vuol dire che comunque seppur dovendo fare la solita tirata potremo arrivare a L'Viv, poco prima della frontiera ungherese, come da programma.
Serata in un deserto ristorantino dove azzardiamo (venendo puniti da una cottura indegna) una carbonara da dividere in 3. Ingenui....
Stamattina come da previsioni ci svegliamo sotto una pioggia battente. Attendiamo impazientemente fino alle 11 poi decidiamo di recarci armi e bagagli in BMW per "fare pressing" e partire. Arrivati là con un taxi la brutta sorpresa...la moto non sarà pronta prima delle 14 o forse le 15...
Educatamente facciamo buon viso a cattivo gioco e decidiamo di piazzarci li e attendere. Del resto non abbiamo molte alternative...fatto il check out in hotel e con un meteo simile non possiamo fare altro che ingannare il tempo.
Parliamo a lungo con Evgeni, il ragazzo che ci aveva accolto l'altro giorno e che si occupa delle vendite del settore moto. Ci mostra le foto dei suoi viaggi e di quelli di suoi amici, gli facciamo vedere il nostro blog. 
Proviamo vestiti e giacche.
Saliamo e scendiamo dalle moto esposte fantasticando e vaneggiando di imminenti acquisti.
Riguardiamo foto.
Beviamo un caffè.
Beviamo un tè con i biscottini.
Cincischiamo e le ore passano, mentre continuamente aggiorniamo e ridiscutiamo la tabella di marcia.
Quando finalmente alle 17 le moto sono pronte (anche quella di Andrea era in officina per controllare il comando del gas spaccato ad Aralsk) abbiamo già deciso che dormiremo a Kiev un'altra notte. Inutile mettersi in strada con questo tempo per spostarci di 100-200 km.
Il gas di Andrea non sembra poi cosi a posto, anzi sembra leggermente peggiorato...cosa che fa notare ad Alexei (il meccanico) che però lo liquida con un "is ok".
Mah....l'ultimo che ci ha detto "is ok" era quello di Aktobe che poi si è scoperto non aver fatto proprio nulla...stavolta speriamo che il risultato sia diverso.
Domani mattina sveglia presto e decideremo lungo la strada se fermarci a L'Viv o tirare dritto il più possibile magari mettendo già piede in Ungheria. 
Ma ormai ho imparato che è meglio tacere, che qui la sfiga ha le orecchie di Dumbo...

2 commenti:

  1. Aspettiamo foto della figa! ;-)
    La moto di Giacomino che aveva???

    RispondiElimina
  2. Figa in Ucraina? Noooooo

    La moto ora sembra ok, perdeva dal paraolio del millerighe e cuscinetto ruota andato.
    Sostituiti.
    Tra 500 km cambiamo olio cardano e via

    RispondiElimina